Giuseppe Garibaldi

La spiaggia di Brandinchi il 17 ottobre 1867 fu protagonista della storia e il merito fu tutto di Giuseppe Garibaldi, che da qui partì con destinazione Roma.

Ancora una volta Garibaldi aveva deciso che era giunto il momento per liberare la città dal potere del pontefice e della Chiesa. Con tale obiettivo il 23 settembre partì da Firenze, ma il giorno successivo Rattazzi, allora presidente del Consiglio, lo fece arrestare a Sinalunga.

Prima fu portato a Genova e successivamente a Caprera, dove era in quarantena per via del colera. Questo per Garibaldi non era sufficiente per desistere dal suo piano, così, con la complicità di Luigi Gusmaroli, il 14 ottobre fuggì dalla sua prigione e giunse in Sardegna il 16 ottobre con Pietro Susini e Giuseppe Cuneo. Il giorno dopo la partenza dalla spiaggia di Brandinchi per Piombino.

La “Campagna dell’Agro Romano” per la liberazione di Roma non portò però il risultato sperato, nonostante una prima fase propizia, a causa del proclama fatto dal re che disconosceva l’opera di Garibaldi e dei volontari accusandoli di aver violato le frontiere dello stato senza la sua autorizzazione. Garibaldi fu arrestato di nuovo.